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Reform Ombudsstellen - Riforma degli organismi di garanzia

Unabhängige und spezialisierte Ombudsstellen und nicht zusätzliche Beratungsstellen!

Mehrere Frauen*organisationen gegen Gewalt äußern sich kritisch zur Reform der Ombudsstellen

Der Verein „Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt“ und die Sozialgenossenschaft „GEA - Für die Solidarität unter Freuen gegen Gewalt“, die sich seit Jahrzehnten gegen Gewalt an Frauen einsetzen und Beratungsstellen sowie Frauenhausdienste in Meran und Bozen betreiben, und nicht zuletzt „Frauen*Marsch - Donne*in marcia“ erachten die geplante Reform der Ombudsstellen aus folgenden Gründen für kontraproduktiv und nicht im Sinne des Wesens von Ombudsstellen: 

  1. Die vorgesehene Organisationsstruktur entmachtet fachspezifische Ombudsfrauen und -männer: Sie verlieren de facto ihre Unabhängigkeit und Autonomie, wenn sie der Garantin/dem Garanten unterstellt werden und diese/r das Weisungs- und Leitungsrecht ausübt. 
  1. Die zentrale Anlaufstelle mit anschließender Weiterleitung der Fälle widerspricht dem niederschwelligen Zugang, verlängert unweigerlich Informationsflüsse, und das in sehr delikaten Bereichen: Aus fachlicher Sicht ist ein direkter Weg hin zur Expertin/zum Experten sinnvoll und ratsam, wenn Betroffene oder Einbringer:innen von Beschwerden ermutigt werden sollen, vertraulich und möglichst rasch Unterstützung und Schutz zu suchen.
  1. Die Konzentration auf eine Garantin/einen Garanten unterschätzt die inhaltliche und rechtliche Komplexität und Spezifizität der sieben untergeordneten Fachbereiche und verkennt die Notwendigkeit, verschiedenste Personengruppen auf unterschiedliche Art und Weise anzusprechen, um sie erreichen zu können.
  1. Als Organisationen, die sich für Frauenrechte und gegen Gewalt an Frauen einsetzen, verstehen wir die Sinnhaftigkeit eines Bereiches für sexualisierte Gewalt nicht: Es entsteht eine zusätzliche Beratungsstelle zu einem Thema - der sexualisierten Gewalt in all seiner Vielfalt -, wo es bereits viele hoch spezialisierte Beratungseinrichtungen gibt: die Frauenhäuser arbeiten gegen Gewalt an Frauen, die Kirche hat sich des Themas des sexuellen Missbrauchs angenommen, Vereine und öffentliche Institutionen arbeiten zum Schutz der Kinder, die Gleichstellungsrätin in Sachen Gewalt am Arbeitsplatz usw. usf. Zudem wird zu klären sein, wie der/die Verantwortliche für den Bereich sexualisierte Gewalt als öffentliche Stelle mit der gesetzlich vorgesehenen Meldepflicht in bestimmten Fällen umzugehen hat. 

Zusammenfassend finden wir den Landesgesetzesentwurf demokratie- und gesellschaftspolitisch bedenklich, weil er einen Rückschritt darstellt: Südtirol müsste sich trotz Reform unabhängige und fachspezifische Ombudsstellen leisten können. 

Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt

GEA - Für die Solidarität unter Freuen gegen Gewalt - Per la solidarietà femminile contro la violenza

Frauen*Marsch - Donne*in marcia

 

 

Garanti civiche indipendenti e specializzati e non ulteriori centri di consulenza!

Diverse organizzazioni di donne* contro la violenza critiche verso la riforma degli organismi di garanzia

L'associazione "Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt" e la cooperativa sociale “ GEA - Per la solidarietà femminile contro la violenza” che da decenni si impegnano contro la violenza sulle donne e gestiscono centri antiviolenza e i servizi Casa delle donne a Merano e Bolzano, e non per ultima “Frauen*marsch - Donne* in macia* ritengono la riforma degli organismi di garanzia controproducente e non in linea con l'idea stessa della Garante civica/del Garante civico per i seguenti motivi: 

  1. La struttura organizzativa proposta priva di potere le Garanti specializzate/i Garanti specializzati: perdono di fatto la loro indipendenza e autonomia, essendo subordinati alla Garante/al Garante, che esercita quindi le facoltà di un/a superiore (dipendenza gerarchica e funzionale). 
  1. Il punto di accesso centrale con successivo rinvio dei casi contraddice il principio di accesso a bassa soglia, allunga inevitabilmente il flusso di informazioni, soprattutto in ambiti molto delicati: da un punto di vista professionale, un accesso diretto all'esperta/o è sensato e consigliabile se si vuole incoraggiare le vittime o coloro che presentano un reclamo a cercare sostegno e protezione in modo riservato e nel più breve tempo possibile. 
  1. Concentrarsi su un’unica Garante/un unico Garante sottovaluta la complessità sostanziale e giuridica e la specificità delle sette funzioni specialistiche subordinate e non riconosce la necessità di comunicare con diversi gruppi di persone in modi differenti per poterli raggiungere. 
  1. Come organizzazioni che si impegnano per i diritti delle donne* e contro la violenza non comprendiamo lo scopo dell'area dedicata alla violenza sessuale: crea un ulteriore centro di consulenza su un tema – la violenza sessuale in tutte le sue sfaccettature – in cui esistono già numerosi servizi di consulenza altamente specializzati: I centri antiviolenza e le Case delle Donne si occupano di violenza contro le donne, la Chiesa si occupa del problema degli abusi sessuali, varie associazioni e diverse istituzioni pubbliche lavorano per la tutela dei/delle minori, la Consigliera di parità si occupa di violenza sul lavoro, e così via. Inoltre, occorre chiarire come il responsabile dell'area della violenza sessuale, in quanto ente pubblico, debba gestire gli obblighi di segnalazione previsti dalla legge in determinati casi. 

In sintesi, riteniamo la bozza di legge provinciale problematica dal punto di vista democratico e per la società, perché rappresenta un passo indietro: l'Alto Adige - Südtirol dovrebbe potersi permettere diversi organismi di garanzia civica indipendenti e specializzati, nonostante la riforma.

Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt

GEA - Für die Solidarität unter Freuen gegen Gewalt - Per la solidarietà femminile contro la violenza

Frauen*Marsch - Donne*in marcia