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Atomkraft-Comeback: Grüne sehen Blankoscheck statt Energieplan

Italien will zurück zur Atomkraft. Gestern hat der Senat dafür endgültig grünes Licht gegeben. Die Regierung darf jetzt innerhalb eines Jahres selbst die Regeln festlegen: wo Atomkraftwerke stehen dürfen, welche Reaktoren erlaubt sind und was mit dem Atommüll passiert. Die Grünen-Co-Sprecher*innen Kathrin Werth und Zeno Oberkofler üben scharfe Kritik.

„Die Menschen in Italien haben zweimal per Volksabstimmung Nein zur Atomkraft gesagt, 1987 und 2011. Jetzt stellt sich die Regierung selbst einen Blankoscheck aus: Das Gesetz sagt nicht, wo die Reaktoren stehen sollen, und lässt offen, wer das bezahlt“, sagen Werth und Oberkofler. „Dabei setzt Rom vor allem auf kleine modulare Reaktoren, die eine Augenwischerei sind. Die wenigen Projekte weltweit kämpfen mit Verzögerungen und explodierenden Kosten. Selbst nach Schätzung des Ministers kämen die ersten Anlagen frühestens 2033/34, zu spät für den Klimaschutz. Und wohin mit dem Atommüll? Italien hat bis heute kein nationales Lager dafür.“

Atomkraft bleibt eine Hochrisikotechnologie. Tschernobyl und Fukushima haben gezeigt, dass ein einziger Unfall ganze Regionen für Jahrzehnte unbewohnbar machen kann. Hochradioaktiver Abfall bleibt über Jahrtausende gefährlich und belastet damit unzählige kommende Generationen.

„Gerade Italien stünden verschiedenste Möglichkeiten zur Verfügung, sauberen Strom aus natürlichen, erneuerbaren Quellen zu produzieren, von Wasser- über Windkraft bis hin zu Sonne und Gezeiten. Die Einführung von Atomkraft ist gänzlich unnütz und dient höchstens dazu von den Versäumnisse der Vergangenheit in diesem Bereich abzulenken.“, sagt Kathrin Werth. „Südtirol zeigt mit seiner Wasserkraft, was erneuerbare Energie leisten kann. Unsere Zukunft ist sauber, bürgernah und dezentral – nicht atomar.“

Die Grünen fordern, Geld und politische Energie dort einzusetzen, wo sie sofort wirken: bei Photovoltaik auf Dächern und bereits versiegelten Flächen und bei Energiegemeinschaften. Gleichzeitig braucht es massive Förderung der Forschung, Investitionen im Bereich von Speichermöglichkeiten und in modernen Netzen und nicht zuletzt einen ernsthaften Einsatz bei der Reduktion des Energieverbrauchs.

Das Gesetz enthält eine Schutzklausel für die autonomen Provinzen. Die Grünen fordern die Landesregierung auf, klar Stellung zu beziehen: „Südtirol muss atomfrei bleiben. Wir erwarten, dass die Landesregierung jeden Spielraum der Autonomie nutzt und sich unmissverständlich gegen Atomkraft auf unserem Gebiet ausspricht.“

Kathrin Werth und Zeno Oberkofler

Co-Sprecher*innen Verdi Grüne Vërc

 

Ritorno al nucleare: per i Verdi un assegno in bianco, non un piano energetico

L'Italia vuole tornare al nucleare. Ieri il Senato ha dato il via libera definitivo. Ora il Governo potrà decidere da solo, entro un anno, le regole: dove potranno sorgere le centrali, quali reattori saranno ammessi e cosa fare con le scorie radioattive. Dure le critiche dei co-portavoce dei Verdi, Kathrin Werth e Zeno Oberkofler.

"Con due referendum, nel 1987 e nel 2011, le italiane e gli italiani hanno detto no al nucleare. Ora il Governo si firma da solo un assegno in bianco: la legge non dice dove dovrebbero sorgere i reattori e lascia aperta la questione di chi pagherà", dichiarano Werth e Oberkofler. "Roma punta soprattutto sui piccoli reattori modulari, che sono solo fumo negli occhi. I pochi progetti avviati nel mondo sono alle prese con ritardi e costi fuori controllo. Anche secondo le stime del ministro, i primi impianti non arriverebbero prima del 2033-34: troppo tardi per il clima. E le scorie? L'Italia ancora oggi non ha un deposito nazionale."

Il nucleare resta una tecnologia ad altissimo rischio. Chernobyl e Fukushima hanno dimostrato che un solo incidente può rendere inabitabili intere regioni per decenni. Le scorie ad alta radioattività restano pericolose per millenni e pesano così su innumerevoli generazioni future.

"Proprio l'Italia avrebbe a disposizione moltissime possibilità per produrre elettricità pulita da fonti naturali e rinnovabili: dall'idroelettrico all'eolico, fino al solare e all'energia delle maree. Introdurre il nucleare è del tutto inutile e serve, al massimo, a distogliere l'attenzione dai ritardi accumulati in passato in questo settore", afferma Kathrin Werth. "L'Alto Adige, con l'idroelettrico, dimostra cosa possono fare le rinnovabili. Il nostro futuro è pulito, vicino alle persone e decentrato, non nucleare."

I Verdi chiedono di investire risorse ed energie politiche dove hanno un effetto immediato: nel fotovoltaico sui tetti e sulle superfici già utilizzate e nelle comunità energetiche. Allo stesso tempo servono un forte sostegno alla ricerca, investimenti nei sistemi di accumulo e nelle reti moderne e, non da ultimo, un impegno serio per ridurre i consumi energetici.

La legge contiene una clausola di salvaguardia per le Province autonome. I Verdi chiedono alla Giunta provinciale di prendere una posizione chiara: "L'Alto Adige deve restare libero dal nucleare. Ci aspettiamo che la Giunta provinciale utilizzi ogni margine dell'autonomia e si esprima in modo inequivocabile contro il nucleare sul nostro territorio."

Kathrin Werth e Zeno Oberkofler
Co-portavoce Verdi Grüne Vërc